Italiens, encore un effort !

Cette page est une invite directe à l’ami Roberto Ferrucci qui, invité dans l’Humanité, brosse de l’Italie un portrait fort peu flatteur. Par contre-coup, il donne de la France une image qui ne peut être réelle et totalement objective.

L’idée alors n’est pas d’entrer dans une compétition stérile pour savoir quel pays est le plus malade et si la politique de Nicolas Sarkozy est pire ou meilleure que celle de Silvio Berlusconi. L’idée est de développer quelques idées en commun, en dialogue, en friction, parce qu’il en va de la solution politique à telle confrontation. Parce que nous parlons d’à peu près le même coin politique (une gauche à gauche de la gauche, pour le dire vite), je propose ce débat en ligne et l’invite à nous répondre. Il a accepté l’invite.

Roberto Ferrucci, né à Venise en 1960, est écrivain, traducteur, journaliste et vidéaste. Son livre sur les évènements du G8 à Gênes en 2001, Ça change quoi, est publié au Seuil en 2010.


Dopo aver dichiarato che non è utile o adirittura possibile paragonare Francia e Italia, volevo iniziare la riflessione e il dibattitto attorno a tre idee fondamentali — secondo me ;

1. L’Italia è un paese giovane ;
2. L’Italie è una nazione giovanissima con una cultura vecchissima.
3. L’Italia è un territorio policentrato.

Sono tre cose che possono fare da differenza con la Francia, ma non è così semplice o necessario. Abbiamo bisogno di andare un pò più in profondità.




HS — Ferrucci, si sa che tu sei molto impegnato politicamente, in particolare sulla situazione attuale della cultura in Italia. Ti affermi come un avversario di una certa politica sia populista o disprezzante verso la storia culturale dell’Italia o dell’Europa di ieri. Pertanto, per uno che vive oggi in Francia, andare in Italia rappresenta una specie di soffio, di riposo, grazie certo alle città e al loro patrimonio, ma anche grazie a la cucina, per esempio, che secondo me è rimasta fedele ai prodotti e ai terroirs, ma ancora grazie all’amore del libro, alla radio, alla musica, ecc. Allora certo che c’è la TV, certo che c’è la corruzione, che ci sono eredità di una gravità pesante (nei confronti delle donne, dei figli, della nazione), ma tu che sei un severo scrutatore dei tuoi contemporanei, come puoi intendere il fatto che, vista da occhi stranieri, e specialmente francesi (perché tutti e due paesi sono vicinissimi, ma anche perché le stesse cause provocano le stesse conseguenze, e che la Francia attraversa una crisi dei valori senza uguale nella sua storia), come puoi intendere che tutti guardano l’Italia come un paese di gran stile, di cultura, di eleganza e di gusto ? Come la puoi spiegare, questa dicotomia ?



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